
Il Torcolo di San Costanzo è una ciambella dorata e profumata, punteggiata da uvetta scura, pinoli croccanti e piccoli canditi color ambra. La superficie leggermente caramellata contrasta con una mollica soffice e fragrante, attraversata da note di anice e agrumi. Al taglio sprigiona un aroma caldo e festoso, tipico delle cucine umbre d’inverno. Si gusta soprattutto a colazione o a fine pasto, spesso accompagnato da un bicchiere di vinsanto o da un caffè.
Perugia celebra il suo patrono, San Costanzo, il 29 gennaio, e il torcolo è il dolce simbolo di questa ricorrenza cittadina. Preparato nelle case e nelle pasticcerie, rappresenta un rito collettivo che unisce devozione religiosa e identità gastronomica locale. Mangiarlo in quei giorni significa partecipare a una tradizione profondamente radicata nella memoria della città.
Le origini del torcolo risalgono alla tradizione popolare medievale, quando pani dolci arricchiti con frutta secca venivano preparati per le feste religiose. A Perugia questa ciambella venne dedicata a San Costanzo, diventando il dolce rituale della sua festa. Nel tempo la ricetta si è stabilizzata con l’aggiunta di uvetta, pinoli, canditi e semi di anice, elementi che ancora oggi ne definiscono il carattere.
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