
A Lecce il souvenir è scolpito, modellato o impastato: nasce dalle mani. La pietra leccese, tenera e dorata, è il materiale che ha reso possibile il barocco leccese e continua a vivere nelle sculture e nei piccoli oggetti intagliati. La cartapesta è l'arte più identitaria della città: per secoli ha dato forma a statue sacre, con una scuola di "cartapestai" tuttora attiva. Accanto convivono la maiolica salentina, i merletti e ricami domestici, il tamburello della pizzica, strumento simbolo della musica popolare. La tavola racconta lo stesso Salento contadino e marinaro: il pasticciotto, rito quotidiano della colazione, le friselle a doppia cottura pensate per durare, i taralli, le pittule delle feste, i purceddhruzzi e i mustazzoli natalizi, l'olio Terra d'Otranto e il vino Negroamaro. Portare a casa un oggetto leccese significa scegliere tra la pietra, la cartapesta e una pasticceria che a Lecce è quasi un'istituzione.
L'identità artigiana di Lecce è inseparabile dalla sua pietra: un calcare tenero e lavorabile che tra Sei e Settecento permise gli eccessi decorativi del barocco leccese, dando lavoro a generazioni di scalpellini. Dalla stessa abilità manuale nacque la tradizione della cartapesta: tra Settecento e Ottocento i "cartapestai" leccesi rifornivano chiese di tutto il Sud con statue sacre leggere ed espressive, sviluppando tecniche di modellazione e policromia ancora insegnate. Nel Salento rurale, parallelamente, fiorirono il ricamo domestico, la maiolica smaltata e l'artigianato d'uso legato alla cucina e alla campagna. La cultura della pizzica, con il tamburello, tramanda invece una memoria musicale popolare che oggi attira visitatori da tutta Europa.
Il centro storico barocco, tra Piazza Sant'Oronzo, il Duomo e le vie circostanti, concentra i laboratori di cartapesta e pietra leccese, spesso visitabili. Per i prodotti tipici e i dolci, le pasticcerie storiche della città sono il riferimento per il pasticciotto, mentre i forni offrono friselle e taralli. I mercati cittadini e le botteghe alimentari del centro propongono olio, vino e conserve salentine con produttori identificabili. Evita i banchi di souvenir industriali nelle zone più turistiche attorno alle attrazioni principali.
Friselle, taralli, mustazzoli e purceddhruzzi sono i regali gastronomici più resistenti e facili da trasportare. Il pasticciotto va gustato fresco sul posto: non regge il viaggio. Olio Terra d'Otranto e Negroamaro viaggiano bene (l'olio in lattina è più sicuro del vetro). Per la cartapesta, scegli pezzi piccoli e fatti imballare con cura: sono leggeri ma delicati. Per la pietra leccese, ricorda che è tenera e si scheggia: meglio oggetti compatti. Chiedi sempre se l'oggetto è realizzato in laboratorio locale.
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