
Un velo dorato e croccante racchiude minuscoli pesci argentati appena pescati nello Stretto. La frittura di neonata – o bianchetti – arriva in tavola leggera e fragrante, spesso servita in piccoli mucchietti caldi con una spruzzata di limone. Al morso è delicata, quasi cremosa all'interno, con il profumo intenso del mare. È un piatto da condividere, tipico degli antipasti o dei secondi nelle trattorie di pesce della costa reggina.
Per Reggio Calabria la neonata rappresenta il legame diretto con il mare dello Stretto e con la sua pesca tradizionale. È un piatto identitario, legato ai ritmi stagionali e alla disponibilità del novellame, che per generazioni ha segnato l'arrivo di un momento atteso nelle cucine di casa e nelle trattorie. Assaggiarla significa entrare nella cultura marinara dello Stretto.
La preparazione nasce dalle abitudini dei pescatori dello Stretto di Messina, che friggevano rapidamente il novellame appena pescato per consumarlo subito. Nel tempo la neonata è diventata una specialità delle cucine costiere di Calabria e Sicilia, spesso proposta nelle trattorie quando la pesca lo permetteva. Oggi è considerata una prelibatezza stagionale, anche per via delle regolamentazioni che ne limitano la pesca.
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