Il ricercatore materiale osserva una città partendo dagli oggetti concreti: materie prime, tecniche di lavorazione e prodotti che nascono dall’incontro tra ambiente naturale e attività umana.
Nel territorio di Reggio Calabria questa prospettiva permette di leggere chiaramente il paesaggio. La provincia reggina comprende tre ambienti molto diversi: • la costa ionica, caratterizzata da coltivazioni di agrumi • l’entroterra collinare, dove si sviluppano tradizioni alimentari locali • le montagne dell’Aspromonte, ricche di risorse vegetali utilizzate nell’artigianato.
Attraverso tre oggetti — l’essenza di bergamotto, lo stocco di Mammola e il cesto aspromontano — si può seguire un percorso che mostra come il territorio abbia influenzato attività agricole, alimentari e artigianali.
Lo stocco di Mammola mostra come un prodotto proveniente da lontano possa entrare stabilmente nella cucina locale.
Lo stoccafisso è merluzzo essiccato, tradizionalmente prodotto nei paesi del Nord Europa. Grazie alla lunga conservazione, questo pesce arrivava facilmente nei porti del Mediterraneo attraverso le rotte commerciali.
Nel paese di Mammola, nell’entroterra reggino, si è sviluppata una tradizione culinaria specifica: 1. il pesce viene ammollato a lungo in acqua per reidratarlo 2. viene poi pulito e tagliato 3. viene cucinato con ingredienti tipici della cucina calabrese come pomodoro, olive e patate.
Questa preparazione è diventata una specialità locale riconosciuta, tanto da essere inserita da Slow Food nell’Arca del Gusto, che raccoglie prodotti tradizionali da salvaguardare.
Il bergamotto è il prodotto agricolo più strettamente associato al territorio reggino.
La coltivazione è concentrata lungo una stretta fascia costiera della provincia di Reggio Calabria, dove il clima mite e l’esposizione al mare creano condizioni particolarmente favorevoli alla pianta.
Dal frutto si estrae l’olio essenziale contenuto nella buccia, ottenuto attraverso processi meccanici che rompono le cellule della scorza. L’essenza è molto richiesta dall’industria della profumeria internazionale, dove viene utilizzata come componente aromatica di numerose fragranze.
Per questo motivo la coltivazione del bergamotto si è sviluppata soprattutto tra XVIII e XIX secolo nella zona reggina, trasformando l’agricoltura locale e creando una filiera economica ancora oggi attiva.
Spostandosi verso l’interno si incontra il massiccio dell’Aspromonte, dove le comunità rurali hanno sviluppato forme di artigianato basate sulle risorse naturali disponibili.
Tra queste attività c’è l’intreccio di cesti in fibre vegetali, una tecnica tramandata nelle aree montane della Calabria.
Gli artigiani raccolgono materiali locali come giunco e ginestra, che vengono: • tagliati • lasciati essiccare • intrecciati manualmente.
Il risultato sono contenitori resistenti utilizzati nelle attività agricole quotidiane, ad esempio per la raccolta delle olive o il trasporto dei prodotti dei campi.
Questo oggetto mostra come le comunità dell’Aspromonte abbiano trasformato le risorse vegetali del territorio in strumenti utili alla vita agricola.
Osservando Reggio Calabria attraverso questi oggetti emerge una geografia concreta del territorio. • Il bergamotto racconta l’agricoltura specializzata della costa ionica. • Lo stocco di Mammola mostra come le rotte commerciali mediterranee abbiano influenzato la cucina dell’entroterra. • Il cesto aspromontano documenta l’artigianato legato alle risorse vegetali delle montagne.
Insieme questi oggetti mostrano come mare, agricoltura e paesaggio montano abbiano contribuito alla formazione della cultura materiale della provincia di Reggio Calabria.
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