
Il cuoppo napoletano è un cartoccio di carta a forma di cono colmo di fritti dorati e fragranti, serviti bollenti e da mangiare con le mani. Può essere di mare — con calamari, alici e gamberi — oppure di terra, con crocchè di patate, zeppoline di pasta cresciuta e verdure pastellate. Il profumo è intenso, di olio caldo e mare, mentre la consistenza alterna croccantezza esterna e morbidezza interna. È lo spuntino perfetto da gustare passeggiando tra i vicoli o sul lungomare.
Il cuoppo è uno dei simboli più autentici dello street food napoletano, espressione della cucina popolare e della convivialità della città. Economico, veloce e generoso, rappresenta l'arte napoletana di trasformare ingredienti semplici in un'esperienza gustosa e conviviale.
Le origini del cuoppo risalgono alla Napoli del XIX secolo, quando i venditori ambulanti friggevano pesce e piccoli bocconi in strada per sfamare rapidamente la popolazione. Servito in coni di carta riciclata, era il modo più pratico ed economico per gustare fritti caldi appena usciti dalla padella. Nel tempo è diventato un'icona gastronomica cittadina, declinata in versioni di mare e di terra.
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